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Appelli

Un grido di gioia - messaggio di Padre M. Bartolini

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Messaggio di P. Mario Bartolini all' opinione pubblica 18/01/2012

Consideriamo il contenuto della sentenza, come il “trionfo della verità” sulle menzogne e delle falsità di alcuni politici dello scorso regime, insensibili alle problematiche sociali e culturali ed etnicamente razzisti.

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Padre Mario Bartolini finalmente libero - Lettera di ringraziamento

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Grazie alla grande mobilitazione internazionale e a chi ha firmato la petizione in favore di padre Mario e della sua lotta accanto alle comunità indigene della foresta amazzonica peruviana,  il 21 dicembre 2010 padre Mario Bartolini e il giornalista Geovanni Acate, sono stati assolti da ogni accusa, mentre i cinque leader indigeni sono stati condannati ad una libertà condizionata per quattro anni.

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SOS MISSIONARIO lancia un appello per aiutare le famiglie colpite dalle alluvioni in Pakistan

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Padre Mario Bartolini scrive dal Perù 03-03-2010

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PADRE MARIO BARTOLINI SCRIVE DAL PERU' - 03/03/2010
Barranquita 03-03-2010
Carissimo Don Vincenzo,
un saluto speciale a lei ed alla comunità cristiana di Roccafluvione ed a ciascuno in particolare vada il mio più profondo ringraziamento per tutto quello che la parrocchia di Roccafluvione ha fatto in favore di questa piccola porzione della vigna dl Signore: grazie a tutti. Dal giorno 23 al 28 di febbraio si è tenuta a Yurimaguas la riunione annuale degli agenti pastorali del Vicariato Apostolico, per trattare le problematiche che vivono le nostre comunità indigene e mestize.
Se il Signore non interviene facendo fracassare il disegno dei potenti (che si convertono in "assassini" di quella gente che definiscono di "seconda categoria", e in "distruttori" del medio ambiente, in nome di uno "sviluppo" inteso come "benessere" per pochi e "miseria" per la stragrande maggioranza ....
Se il Signore non ascolta il grido dei poveri, che in questa società non incontrano "né ascolto, né giustizia": tutti i poteri dello Stato sono concatenati e concordi per fare "perdere il povero nei tribunali" e fare "trionfare la ingiustizia, l'abuso, la illegalità" del poderoso.
L'esercito e la polizia sono invitati a combattere contro i contadini che difendono il loro diritto alla terra: umili contadini, ritenuti e trattati come "nemici dello Stato", che devono essere eliminati.
Se coloro che si dichiarano "cristiani" non ricuperano il carattere profetico della denuncia, orientata a creare relazioni internazionali più giuste, nel rispetto delle persone, cultura e della natura ...
Se la pressione di persone, gruppi, organizzazioni sopra i governi, perché cambino di politica in relazione a America Latina ed in particolare con Perù, non si fa più forte che mai ...
Se dalla fase di persecuzione politica si passa alla fase della eliminazione dei dirigenti di organizzazione di base ...
IL FUTURO IMMEDIATO DELLA NOSTRA GENTE SARÀ UN FUTURO DI SCHIAVITÙ, DI MISERIA E DI MORTE.
Non è concepibile che il benessere di pochi si consolidi sopra lo sfruttamento delle persone e la distruzione del medio ambiente.
P. Mario

Barranquita 03-03-2010

Carissimo Don Vincenzo,

un saluto speciale a lei ed alla comunità cristiana di Roccafluvione ed a ciascuno in particolare vada il mio più profondo ringraziamento per tutto quello che la parrocchia di Roccafluvione ha fatto in favore di questa piccola porzione della vigna dl Signore: grazie a tutti. Dal giorno 23 al 28 di febbraio si è tenuta a Yurimaguas la riunione annuale degli agenti pastorali del Vicariato Apostolico, per trattare le problematiche che vivono le nostre comunità indigene e mestize.

 

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Sosteniamo la lotta di Padre Mario Bartolini

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P. Mario Bartolini è un missionario dell'ordine dei Padri Passionisti, nato a Roccafluvione (AP). Dal 1978 si trova in missione nel cuore della foresta del Perù nella parrocchia di   Barranquitas, vicaria di Yurimaguas, a servizio delle comunità indigene di quel territorio. Minacce di morte, denunce e processi per terrorismo è quello che gli sta costando la sua scelta per i poveri. Le sue colpe? Aver appoggiato la protesta dei nativi di quelle zone che si oppongono al trattato di libero commercio con gli Stati Uniti (TLC), che prevede,  la deforestazione e lo sfruttamento di enormi fette della foresta, con conseguenze inimmaginabili per le popolazioni che vi abitano. Dobbiamo far pressione sul governo peruviano e sul Ministero degli Esteri italiano perché si dia da fare per il nostro connazionale.
FIRMA LA PETIZIONE
INVIA UN FAX AL MINISTRO DEGLI ESTERI
Così scrive Padre Mario nella sua lettera al parroco di Roccafluvione “Se coloro che si dichiarano "cristiani" ....
...non recuperano il carattere profetico della denuncia, orientata a creare relazioni internazionali più giuste, nel rispetto delle persone, cultura e della natura ... Se la pressione di persone, gruppi, organizzazioni sopra i governi, perché cambino di politica in relazione all’America Latina ed in particolare al Perù, non si fa più forte che mai..
Se dalla fase di persecuzione politica si passa alla fase della eliminazione dei dirigenti di organizzazione di base ...
IL FUTURO IMMEDIATO DELLA NOSTRA GENTE SARÀ UN FUTURO DI SCHIAVITÙ, DI MISERIA.
Le multinazionali vorrebbero sottrarre agli indios la loro terra, cioè l'unica risorsa e bene che hanno. In particolare la Romero Group, con la complicità del governo, intende trasformare una immensa porzione di foresta in piantagioni per il biodiesel o altre forme di sfruttamento del territorio, senza alcun riguardo per le popolazioni che da millenni abitano, vivono e custodiscono per il mondo intero questa foresta.Lo scorso anno, il 5 giugno 2009, in una regione attigua, a Bagua per le stesse motivazioni l'esercito peruviano, per difendere i "diritti" delle multinazionali ha sparato su una manifestazione di indigeni che difendevano le loro terre e ha fatto decine di morti. Anche a Yurimaguas, il territorio dove vive p. Mario Bartolini, le organizzazioni indigene stanno prendendo coscienza dei loro diritti e lottano per ottenerne il rispetto, ma qui il capo ‘terrorista' sembra essere lo stesso missionario. E questo perché la radio della sua parrocchia di Barranquita, in tutti questi anni ha continuato ad essere la voce degli indios e degli oppressi, al punto da aver subito anche un attentato. In questi ultimi tre anni, P. Mario ha già subito diversi processi, ai quali è stato sino ad ora sempre assolto, anche grazie all'appoggio del suo vescovo e di altre autorità cattoliche vicine alla sua lotta. La chiesa peruviana a livello popolare infatti è vicina  ai poveri, forse "l'unica forza che si sta opponendo alla menzogna e alla corruzione" come ha detto una volta lo stesso missionario.  In questi giorni si trova di nuovo, per la sesta volta, sotto processo e si è in attesa della sentenza. L'accusa  ha chiesto 11 anni di  carcere. Ci sono spiragli di ottimismo, ma la situazione è ancora del tutto imprevedibile. L'accusa è sempre la stessa: agitatore sociale, attività antigovernativa, e sempre per la stessa motivazione: essere a fianco degli indios per difendere la loro terra. P. Mario ha ricevuto diverse minacce di morte. La lettera indirizzata nel mese di marzo alla sua parrocchia di Roccafluvione ha allarmato soprattutto la sua famiglia e gli amici più stretti. In essa infatti P. Mario così scrive: "Non vi dovete sorprendere se un giorno leggerete la notizia: .... è stato ucciso ... La eliminazione diretta ed impune di quelli che il Governo ed i gruppi di potere economico ritengono "oppositori" è una pratica comune e quasi legalizzata".
Su Youtube sono disponibili diversi video-interviste fatte al missionario, per ascoltare dalla sua viva voce tutta la problematica e la storia connessa.

PadreMarioBartolini

  P. Mario Bartolini è un missionario dell'ordine dei Padri Passionisti, nato a Roccafluvione (AP). Dal 1978 si trova in missione nel cuore della foresta del Perù nella parrocchia di   Barranquitas, vicaria di Yurimaguas, a servizio delle comunità indigene di quel territorio. Minacce di morte, denunce e processi per terrorismo è quello che gli sta costando la sua scelta per i poveri. Le sue colpe? Aver appoggiato la protesta dei nativi di quelle zone che si oppongono al trattato di libero commercio con gli Stati Uniti (TLC), che prevede,  la deforestazione e lo sfruttamento di enormi fette della foresta, con conseguenze inimmaginabili per le popolazioni che vi abitano. Dobbiamo far pressione sul governo peruviano e sul Ministero degli Esteri italiano perché si dia da fare per il nostro connazionale.
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