La pandemia non ferma la Perugia-Assisi. Il mondo delle associazioni, del volontariato, del Terzo settore si ritrova oggi domenica 11 ottobre, in sicurezza, a manifestare per la pace e la fraternità. Nonostante il Covid-19, che semmai ha dato un motivo in più per chiedere salute, sviluppo sostenibile, giustizia sociale per tutti in un mondo in cui il Coronavirus – pur nella sofferenza globale – ha rimarcato le differenze tra chi ha farmaci e ospedali e chi non ha nemmeno l’acqua per lavarsi le mani. E dunque della Perugia-Assisi c’è bisogno. Oggi più che mai.

Anche il SOS Missionario è presente con una sua rappresentanza.

La scelta obbligata della catena umana ha però un forte significato simbolico, è un modo per dire che c’è bisogno di riannodare, di tessere, di ricucire la trama di un tessuto sociale e umano lacerato e diviso. «Annodiamo e ricuciamo come San Francesco che si fece rattoppare la tonaca da Santa Chiara», dice padre Enzo Fortunato, portavoce del Sacro Convento di Assisi. «La cultura francescana – ricorda – si fonda sul concetto del riparare. Il Cristo crocifisso di San Damiano dice infatti “Francesco, va’ e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina”».