A settembre si riparlerà nella UE della questione migranti, intanto…

Nel lontano 2006, dopo le crisi libiche  e quelle delle “primavere arabe” del Nordafrica,  nasceva FRONTEX, ente dell’Unione Europea, dotato di autonomi poteri di gestione e finanziari per “proteggere le frontiere esterne” degli Stati membri e i paesi associati Schengen. Lo scopo era chiaramente contrastare e respingere flussi migratori. La sua sede centrale fu istituita a Varsavia. Nel 2016 Frontex è stata convertita in “Agenzia Europea della Guardia di Frontiera e Costiera”, con funzioni di controllo armato delle frontiere e di  “lotta alla criminalità transfrontaliera” dei paesi UE, in stretta cooperazione con altre agenzie per la Sicurezza Marittima e per il Controllo della Pesca. Un altro suo compito: fornire dati di intelligence all’Europolsu persone sospettate di essere coinvolte in attività criminali quali il traffico di migranti, la tratta di esseri umani e il terrorismo”.
Per 15 lunghi anni, essa ha promosso/ sponsorizzato mostre e fiere internazionali di aggressivi e moderni sistemi militari di vigilanza, comando, controllo (aerei, marittimi e terrestri), per riconvertirli in funzione anti-migrante. Ultimo ritrovato, i droni, simbolo della totale mancanza di rispetto umano nel “controllo delle frontiere”. Infatti nel Mar Mediterraneo oggi Frontex attua la cosiddetta “strategia aerea”cioè avvista dall’alto imbarcazioni spingendosi fino alle coste africane e le segnala alla Guardia costiera libica evitando e ritardando il soccorso con le proprie navi. Perciò in questi giorni si è avviata un’iniziativa internazionale (promossa da Ong, attivisti e giornalisti) che propone di abolire Frontex, bloccare i fondi e smantellare una struttura militarizzata che ancora le istituzioni europee vogliono rafforzare  aumentandone poteri e finanziamenti fino al 2027. Sono stati infatti di nuovo erogati 5,5miliardi di euro per l’acquisto di mezzi di controllo quali droni, elicotteri e navi (alimentando il profitto dell’industria militare) e circa 10000 unità di polizia di confine. Nell’appello del documento si legge:”Frontex è stata la principale esecutrice delle politiche europee di violenza contro le persone in movimento…toglie diritti e impedisce la giustizia”. Le pratiche inumane e illegali  hanno prodotto dal 1993 ad oggi oltre 40.000 morti tra coloro hanno tentato di attraversare i confini marittimi e terrestri comunitari.
Persone disperate con diritto d’asilo.