10 ottobre: da 60 anni in cammino

Quest’anno la Marcia della Pace Perugia-Assisi (21,6 Km) del 10 Ottobre compie 60 anni, un lungo tempo fatto di tanti passi costruttivi da generazioni diverse. Il 24 Settembre1961 il perugino Aldo Capitini antifascista, filosofo, politico, poeta ed educatore ne fu l’ispiratore come depositario del pensiero gandhiano e di quello francescano. Aderirono già all’inizio 20/30000 persone. All’indomani del successo dell’iniziativa, Capitini fondò in Italia il Movimento Nonviolento per la pace, generatore profetico di formazione politico-sociale, di percorsi di pedagogia non violenta e di rivoluzione culturale attraverso l’obiezione di coscienza al servizio militare. Da più di 10 anni partecipano anche centinaia di colorate classi studentesche per far sì che la scuola si senta “in marcia” investendo sulle forze vitali giovanili che potranno diventare sempre più responsabili del futuro. Nel 2020, anno della pandemia, non si poteva saltare l’appuntamento perciò si è realizzata una lunga “catena umana” con migliaia di partecipanti uniti da un filo di distanziamento.
Quest’anno si chiederà all’Onu di riconoscere la MARCIA DELLA PACE come patrimonio immateriale dell’umanità, perché la memoria di questi 60 anni rappresenti un cammino internazionale utile per il progresso dei valori fondamentali del vivere civile. Si partecipa come singoli, gruppi, sindacati, associazioni… innanzitutto per capire meglio la direzione verso cui orientare il proprio impegno, per confrontare idee e progetti, per sentire la vicinanza di chi cerca pace e di chi lotta unendosi idealmente ai vari luoghi del Pianeta.
La marcia però è solo un momento: durante l’anno, prima e dopo associazioni, enti istituzionali, scuole nella loro specifica quotidianità si “muovono “per promuovere la buona convivenza fra i popoli facendo marciare le idealità sulle gambe di progetti umanitari. Ogni volta questo evento ha avuto un suo slogan scaturito dalle vicende del momento come ad es. VINCERE L’INDIFFERENZA, OSARE LA FRATERNITA’, 100 ANNI DI GUERRE BASTANO… Quest’anno il grido sarà “CURA E’ IL NUOVO NOME DELLA PACE” ricordando Don Milani della Scuola di Barbiana che con il suo motto I CARE voleva dire “mi interessa, mi importa” contro il me ne frego fascista. Il mondo è “malato” e per questo occorre la nostra CURA, cioè l’attenzione agli altri, all’ambiente, alle vicende di guerra e di popoli dimenticati. Una domanda ricorre sempre:” Ma cosa posso fare io per la Pace?”.
Il 10 Ottobre ci si chiederà quali sono oggi le minacce per la Pace, quali le soluzioni concrete, che cos’è la Società della Cura. Come tutte le marce, dove si suda, si fatica e ci si incontra, così prima di tutto la Pace sulla Terra passa attraverso il sudore, la fatica, l’incontro e il riconoscersi come appartenenti ad un unico popolo. Chi vi ha partecipato sa che ad Assisi questo è un appuntamento importante perché lì si tasta il polso del fermento sociale che lavora per la giustizia, la fratellanza. Una enorme bandiera arcobaleno apre di rito il corteo entusiasmante e fantasioso di persone che portano con sé simboli, stemmi, bandiere, divise che poi nel corso del cammino si mescoleranno. Anche senza capi e leader si cammina sicuri perché la meta è ben definita. Per molti anni anche il nostro SOS Missionario ha partecipato coinvolgendo i marciatori su delle tematiche umanitarie e animando il percorso con volantinaggio e raccolta di adesioni ad iniziative di sensibilizzazione. Ogni volta perciò è bello esserci e rispondere alla chiamata di impegno alla Pace ma anche di rilancio delle proprie scelte. A questo punto qualcuno leggendo potrebbe esclamare: ”Io c’ero!”. Qualcun altro invece potrebbe chiedersi: “C’è ancora posto per me?”

Per aderire alla campagna per il riconoscimento della Perugi/Assisi Patrimonio dell’Umanità:

https://www.perugiassisi.org/campagna-unesco/