Un progetto di cura e di bellezza

È di questi giorni l’inaugurazione di un particolare ospedale pediatrico in Uganda. Un sogno realizzato in due anni e mezzo pensando all’”Africa come un laboratorio per il futuro”. Approfondendo la notizia,  si scopre qualcosa di veramente straordinario e confortante. L’idea  ha le sue radici nel 2008 quando Emergency riunisce i ministeri della sanità di 8 paesi africani condividendo un unico “Manifesto per realizzare una medicina basata sui diritti umani”. Su questo documento si  forma la rete ANME(Africa Network of Medical Excellence = rete sanitaria d’eccellenza in Africa). Con questa  base solidale, Gino Strada e l’architetto  Renzo Piano pensano ad un progetto in cui  far convergere la chirurgia d’avanguardia per l’infanzia con le modalità di un’architettura green. Obiettivo: costruire un ospedale di qualità con servizi gratuiti e “scandalosamente bello”secondo Gino Strada. Sì, perché anche l’Africa ha diritto al bello. Un’eccellenza che potrà  soddisfare necessità chirurgiche richieste da tutta la rete sanitaria africana. Si sceglie Entebbe, una località  a 1200 m di altitudine sul Lago Vittoria, perché è un luogo salubre. Il terreno viene donato dal governo ugandese che attraverso la dott.ssa Ruth Aceng Ocero, ministra della Salute di recente elezione, ha seguito e finanziato i lavori e i costi di gestione per il 20%. Nasce così un “involucro edilizio intelligente”, una struttura sanitaria costruita su due criteri. Una è la centralità del paziente. Infatti l’edificio ospita 72 letti, 3 sale operatorie, lavanderia, mensa, farmaci, banca del sangue, laboratori, vari servizi diagnostici come la TAC e un’area gioco. Inoltre ci sono una guest house (casa per ospitare i parenti) e un’area per la formazione dei 385 lavoratori fra personale amministrativo e sanitario, per la maggior parte di origine locale. Infatti formare in modo permanente medici e altri operatori sanitari  per aumentarne le capacità professionali e quindi ottenere una riserva di competenze per operare anche in altre località, è un altro obiettivo intelligente. L’altro principio ispiratore del progetto è stata la sostenibilità ambientale. L’edificio infatti è ricoperto da 2600 pannelli solari fotovoltaici e realizzato con pisé, materiale locale in terra cruda adatto per mantenere costanti temperatura e umidità. All’esterno i piccoli malati potranno godere della vista di 350 alberi in un giardino che anch’esso contribuirà alla loro guarigione. All’interno l’uso del colore e la luce che entra naturalmente contribuiscono a renderlo ancora più “ospitale”= accogliente. Qui in Uganda la metà della popolazione è sotto i 15 anni e ogni anno il 30% dei decessi di bambini sotto i 5 anni è per mancanza di cure. A vedere i risultati… si può iniziare a credere che la cura certo non mancherà grazie a un’energia felice di forze e menti speciali.