In occasione della VII Giornata Mondiale dei poveri del 19 novembre scorso la Caritas Italiana ha presentato il Rapporto 2023 su povertà ed esclusione sociale dal titolo “Tutto da perdere” .
I dati confermano che ormai in Italia la povertà è un fenomeno strutturale e non residuale come in passato e che ha sempre di più i caratteri dell’ereditarietà.
I poveri assoluti in Italia sono oggi il 9,7% della popolazione (pochi anni fa erano il 3%). Vuol dire 5 milioni 673 mila persone (più 357 mila unità rispetto al 2021), oltre 2,1 milioni di famiglie povere, corrispondenti a 1,2 milioni di minori. «L’Italia – si legge nella sintesi del Rapporto – è il Paese in Europa in cui la trasmissione inter-generazionale delle condizioni di vita sfavorevoli risulta più intensa. Chi nasce povero molto probabilmente lo rimarrà anche da adulto».
E’ un quadro desolante quello che emerge. Spesso nell’indifferenza generale di cui parla papa Francesco nel suo Messaggio per la giornata mondiale assistiamo a tante persone, “fratelli e sorelle tutti”, che senza la rete delle caritas diocesane e parrocchiali non possono mangiare ne curarsi o garantire un pasto dignitoso ai propri figli. E questo spesso succede anche se si ha un lavoro che non è più fonte sufficiente di benessere (il 47% dei nuclei in povertà assoluta risulta avere il capofamiglia occupato).
Le persone incontrate nei centri di ascolto e nei servizi delle Caritas Diocesane nel 2022 sono aumentate del 12% rispetto al 2021. Complessivamente il peso degli stranieri tra i beneficiari è pari al 59,6% e gli aiuti erogati dalle Caritas (solo nei Centri di ascolto collegati alla rete informatizzata) sono stati pari a 3,4 milioni per una media di 13,5 prestazioni per assistito.
Come afferma don Marco Pagnello direttore di Caritas Italiana “la presenza di 2,1 milioni di famiglie povere è una sconfitta non solo per chi ne è direttamente coinvolto ma anche per l’intera società perché essa si trova a dover fare i conti con la perdita di capitale umano, sociale, relazionale, che produca gravi e visibili impatti anche sul piano dei diritti. Da qui nasce la scelta del titolo “Tutto da perdere”.
Papa Francesco nella giornata dei poveri ha sollecitato tutte le comunità cristiane a “non distogliere lo sguardo dal povero”. Siamo quindi chiamati a partire dai poveri, a metterli al centro delle nostre comunità, ma anche ad impegnarci in prima persona per cercare di diminuire le disuguaglianze e dare nuove opportunità e coraggio a tutti i poveri che incontriamo per dare il nostro piccolo contributo per sconfiggere insieme la miseria.




