“COSTRUIRE IL FUTURO CON I MIGRANTI E I RIFUGIATI”

 La Chiesa celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato dal 1914. È sempre stata un’occasione per dimostrare la preoccupazione per le diverse categorie di persone vulnerabili in movimento, per pregare per loro mentre affrontano molte sfide, e per aumentare la consapevolezza sulle opportunità offerte dalla migrazione.§
Ogni anno la GMMR viene celebrata l’ultima domenica di settembre; nel 2022, sarà celebrata il 25 settembre. Il titolo scelto dal Santo Padre per il suo messaggio annuale è “Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati”.
Il Papa ci invita così a un cambio di preposizione, cioè a un modo diverso di porci davanti ai migranti, a passare da quello che noi facciamo “per” loro a quello che noi facciamo “con” loro.
Papa Francesco insiste nel suo messaggio sul fatto che migranti e rifugiati non sono i destinatari della nostra carità, non vengono a mani vuote, ma hanno anch’essi un contributo importante da dare alla nostra società e alla Chiesa: “Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati significa anche riconoscere e valorizzare quanto ciascuno di loro può apportare al processo di costruzione (…). In effetti, la storia ci insegna che il contributo dei migranti e dei rifugiati è stato fondamentale per la crescita sociale ed economica delle nostre società. E lo è anche oggi. Il loro lavoro, la loro capacità di sacrificio, la loro giovinezza e il loro entusiasmo arricchiscono le comunità che li accolgono. Ma questo contributo potrebbe essere assai più grande se valorizzato e sostenuto attraverso programmi mirati. Si tratta di un potenziale enorme, pronto ad esprimersi, se solo gliene viene offerta la possibilità”.
Come sottolinea il Papa, però, tale contributo potrebbe essere assai più grande se non ci ostinassimo a considerarli “stranieri” e non parte del nostro paese. Le nostre città non sono aperte e accoglienti. Li lasciamo ancora fuori dalla città, dalla partecipazione alla vita politica, dalla cittadinanza attiva, negando ancora a un milione e mezzo di ragazzi e giovani, che sono nati e hanno studiato in Italia, il dono della cittadinanza. Talora anche le nostre chiese e comunità cristiane, nonostante segni positivi, alzano i muri: dentro e fuori. Non sappiamo leggere la storia con gli occhi della fede. Il messaggio di Papa Francesco ci ricorda che «nessuno dev’essere escluso», perché il progetto di Dio «è essenzialmente inclusivo e mette al centro gli abitanti delle periferie esistenziali. Tra questi ci sono molti migranti e rifugiati, sfollati e vittime di tratta», dei quali siamo invitati a cogliere nelle storie e nell’arrivo «una fonte di arricchimento» culturale, sociale, religioso, seguendo la profezia di Isaia (60,5): «Le ricchezze del mare si riverseranno su di te, verranno a te i beni dei popoli».