Le 10 crisi del Pianeta meno raccontate

Per chi fa politica internazionale, volontariato o semplicemente per chi è un cittadino donatore occasionale a favore di Paesi svantaggiati, annualmente a giugno esce il Rapporto Norwegian Refugee Council (NRC) sulle 10 crisi più trascurate del Pianeta. Si tratta di una lista nera di Paesi verso i quali si ha scarsa attenzione umanitaria e politica, popoli dimenticati dalla stampa, dalle organizzazioni internazionali e che, non ricevendo sostegni adeguati, vanno a far parte dell’enorme categoria degli sfollati interni (che nel 2019 erano 70,8 milioni e che quest’anno sono aumentati di 45,7 milioni). Cioè fuggitivi che non vediamo arrivare in Europa perchè hanno cercato non emigrazione ma rifugio nei paesi vicini superando. Tre sono stati i criteri scelti per analizzare circa 200 stati ed individuare i 10 dimenticati: la mancanza di finanziamenti, il silenzio da parte dei media e l’abbandono politico e diplomatico. Della triste classifica fanno parte in ordine: Camerun, Repubblica Democratica del Congo e Burkina Faso seguiti da Burundi, Venezuela, Mali, Sudan del Sud, Nigeria, Repubblica Centrafricana e Niger. Ben 9 su 10 sono popoli africani…

Questi Paesi sono divenuti “invisibili” alla nostra attenzione perché vivono crisi che si protraggono per anni oppure vengono percepite troppo lontane da noi ma soprattutto proprio perché la stampa e gli attivisti locali subiscono repressioni da governi e autorità in conflitto. In genere anche i mezzi di informazione occidentali danno risalto agli eventi di quei Paesi che potrebbero costituire una minaccia alla propria sicurezza, tacciono invece su altri meno “pericolosi”.

Crisi umanitarie che evidenziano conflitti spesso interni fra fazioni religiose, etniche, politiche ma che in realtà derivano da cause molto più profonde e storiche come la disuguaglianza nell’accesso alle risorse e alla partecipazione politica.

Come ad es. quella del Niger, vulnerabile alle catastrofi naturali ed eventi climatici (che interessano lo stesso Sud Sudan), carente di risorse alimentari e oppresso da attacchi di bande armate, oppure la Repubblica Centrafricana così come la Nigeria dilaniate da un conflitto civile fra governo e gruppi ribelli. Ugualmente per il Burundi che ha 333mila abitanti in esilio. Mali e Burkina Faso sono coinvolti in una comune violenza di terrorismo con conseguenze per la sopravvivenza alimentare. La Rd del Congo vive una grande crisi alimentare mentre multinazionali o piccoli trafficanti sfruttano nelle miniere la popolazione. Nel Congo che riconferma il suo 1°posto rispetto al 2019, la crisi è peggiorata dall’anno scorso con le rivendicazioni violente fra la parte anglofona e quella francofona. Infine c’è il Venezuela con la sua economia al collasso con 7milioni di persone che non hanno accesso ai servizi di base.

 

Denunciare e raccontare la situazione dei popoli dimenticati sconfigge il silenzio della comunità internazionale che purtroppo sottende complicità con governi corrotti e dittatoriali ed evidenzia una superficiale valutazione dell’impatto sociale e politico che hanno i cambiamenti climatici soprattutto laddove le ex colonie hanno ancora irrisolte le proprie storie di emancipazione.