Ho letto in “In Musica e Altri Mondi” un articolo di Filippo Marin che dice che a Minneapolis, negli Stati Uniti, è stata costruita una camera “anecoica” (cioè che assorbe le onde sonore senza rifletterle). Attualmente viene considerata come uno dei posti più silenziosi del mondo, fatta in maniera tale da annullare del tutto sia i suoni provenienti dall’esterno che i suoni riflessi provenienti dall’interno. La camera è composta da un involucro esterno nel cui interno sono presenti le effettive pareti della camera, composte da una fibra di vetro spessa un metro e ricoperte da una tappezzeria tridimensionale in schiuma sintetica, la cui peculiarità è quella di spezzare e assorbire il 99% delle onde sonore. Si dice che sia così silenziosa che può portare allo squilibrio mentale chiunque si trovi al suo interno entro un’ora, perché in queste condizioni di silenzio assoluto capita di perdere l’equilibrio fisico e psicologico, ed è possibile sperimentare una vera e propria privazione sensoriale che può provocare claustrofobia, nausea, attacchi di panico e allucinazioni uditive. E per assurdo l’unica fonte di suoni diventa il solo nostro corpo: il sangue che scorre nelle vene, il cuore che batte, l’aria che entra ed esce dal nostro apparato respiratorio.
§Anche noi proviamo la stessa sensazione quando diventiamo “aneconici” nel nostro rapporto con gli altri che ci circondano e con l’Altro che è Dio. Le loro onde sonore non ci sfiorano, né accarezzandoci dolcemente, né urtandoci aspramente; semplicemente le ignoriamo e facciamo in modo che non impattano con la nostra vita quotidiana. Basta costruirsi interiormente la camera ben chiusa dell’indifferenza. Non vogliamo che l’altro occupi il nostro spazio vitale con i suoi problemi e anche Dio se ne può stare tranquillo e beato nel suo bel cielo senza venirci a disturbare.
Senza dubbio queste interiori camere aneconiche sono già state sperimentate da ognuno di noi in diversi momenti e tutti abbiamo vissuto situazioni di silenzio assoluto del cuore con tempi più o meno lunghi. E la nausea interiore che ne consegue (ammettiamolo con onestà) dove la mettiamo?
Don Vincenzo Catani