E’ stato presentato nei giorni scorsi il rapporto “Honest Accounts”, preparato da una serie di organizzazioni britanniche e africane, che ha un titolo significativo:” Come il mondo trae profitto dalla ricchezza dell’Africa”.   così, secondo la Banca africana di sviluppo, 800 milioni vivono con meno di 4 dollari al giorno».
Basta fornire pochi ma significativi dati.
Nel 2015 il continente africano ha ricevuto:
161,6 miliardi di dollari fra rimesse, prestiti e donazioni, ma ne sono usciti –direttamente o indirettamente – ben 202,9;
19 miliardi come donazioni, ma 68 si sono dispersi in uscite finanziarie illegali grazie falsificazioni ed elusioni fiscali;
rimesse dall’estero per circa 31 miliardi, ma le multinazionali straniere hanno spostato 32 miliardi di profitti nei loro paesi di provenienza;
prestiti per 32,8 miliardi di dollari, ma hanno pagato 18 miliardi per gli interessi.
Per non parlare del saccheggio delle risorse naturali, dei danni ambientali provocati dalle multinazionali che sfruttano tali risorse e dai conflitti in corso, della corruzione.…..
E’ pertanto condivisibile la denuncia di Nathalie Sharples di Health Poverty: «Per onestà, la narrazione va cambiata. Altro che parlare di aiuti. Si dica che occorre procedere a riparazioni, a compensazioni in base al danno provocato…..Occorre una mobilitazione sulle cause reali della povertà: cambiamenti climatici, accordi commerciali ingiusti che rapinano le risorse naturali, paradisi fiscali, debito coloniale».