Da oggi, gli  invisibili saranno meno invisibili Questo il commento della ministra Bellanova sulle misure relative all’emersione del lavoro nero e alla concessione di permessi di soggiorno temporanei per i lavoratori stranieri operanti nei settori agricolo e domestico.

I datori avranno la possibilità di concludere un contratto o regolarizzare un rapporto di lavoro sommerso, tuttora in corso, con lavoratori sia italiani che stranieri, mentre gli immigrati con un permesso di soggiorno scaduto tra il 31 ottobre 2019 ed il 31 gennaio 2020 potranno richiederne uno temporaneo della durata di sei mesi per lavorare come braccianti agricoli, colf e badanti

Si tratta in realtà di una regolarizzazione che renderà “visibili” i migranti, ma a tempo determinato, giusto il tempo della raccolta dei pomodori….

Una regolarizzazione credibile ed efficace, infatti, non dovrebbe limitarsi ad alcune categorie di lavoratori né tanto meno contenere scadenze temporali finalizzate esclusivamente alla salvaguardia delle logiche di mercato. Le misure inserite nel “Decreto Rilancio”, nonostante le reazioni scomposte delle opposizioni che continuano a far leva su una questione ideologica, sono ritenute insufficienti sia dai sindacati che dalle associazioni che si occupano della tutela dei diritti dei migranti.

Eppure, come ha calcolato la Fondazione Leone Moressa, ogni lavoratore straniero regolarizzato porterà nelle casse dello Stato tra i 2.800 e i 5.250 euro annui tra Irpef e contributi, in quanto «i lavoratori regolari versano allo Stato i contributi assistenziali e previdenziali, a cui vanno aggiunte altre imposte, ovvero l’Irpef e le addizionali locali».

Quindi, pur considerando che i lavoratori stranieri in Italia trovano collocazione nelle professioni a bassa retribuzione e di conseguenza a bassa tassazione, ipotizzando una platea di beneficiari della regolarizzazione pari a 500mila persone, il gettito fiscale complessivo potrebbe essere compreso tra 1,4 miliardi di euro e 2,6 miliardi di euro annui.