Buone notizie per il settore minori fragili. A settembre l’Italia sarà pronta per affrontare la lotta all’esclusione sociale dai servizi di base dei minori in stato di  disagio. È infatti tra i primi paesi europei ad aver presentato il Piano di Attuazione Nazionale della Garanzia Infanzia (PANGI, sollecitato dalla Commissione Europea) impegnandosi a destinare il 5% delle risorse del FONDO SOCIALE EUROPEO PLUS al sostegno ai minori, circa 710 milioni di euro fino al 2030. Tra i primi obiettivi: l’accesso gratuito alla mensa scolastica per tutte le bambine e i bambini con Isee inferiore a 9.500 euro già a partire dal 2022/23. Il PANGI intende inoltre aumentare l’accesso al tempo pieno nelle scuole dell’infanzia e primaria, anche grazie alla progressiva estensione del servizio di refezione scolastica, partendo dai territori dove si concentra la povertà educativa, fino a raggiungere una copertura del 100% dei bisogni emersi. Un bambino su 4 in Europa ha maggiori probabilità di lasciare presto la scuola,di trovare un lavoro,quindi di vivere in povertà ricreando un noto circolo vizioso anche per i propri figli. Per quanto riguarda la dispersione scolastica, l’obiettivo è aumentare “l’offerta didattica di sostegno e le figure di mediazione per studenti con disabilità, disturbi dell’apprendimento, studenti con
background migratorio, a minoranze etniche e soggetti in contesti familiari precari; ampliare l’offerta formativa e progetti ponte per il recupero di coloro che hanno abbandonato la scuola in età adolescenziale; per la scuola secondaria di secondo grado aumentare la durata della giornata scolastica, dedicando le ore aggiuntive a attività di potenziamento tarate sugli interessi dei ragazzi, e che quindi possano rappresentare un’alternativa all’abbandono, mappare sistematicamente i contesti locali intervenendo sulla qualità dell’offerta didattica”.
Attuatori del progetto il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in raccordo con l’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza predisposto dalla Commissione Europea. L’Italia è fra i soli 11 Paesi su 27 che finora hanno pubblicato il Piano di attuazione (Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Irlanda, Italia, Malta, Olanda, Spagna e Svezia). Infine spetterà alle amministrazioni locali rendere concreto questo grande piano di accoglienza dei bisogni evitando rischi di marginalizzazione proprio alle fasce vitali della società futura.
Elezioni permettendo…