Goffredo Sengendo è uno dei fondatori e tutt’ora direttore della Tweyanze Development Agency (TDA, l’associazione con cui collaboriamo dal 1998 per la realizzazione dei progetti in Uganda. Gli abbiamo rivolto alcune domande telefonicamente.

“Il nostro paese sta vivendo un periodo di grande difficoltà; il costo della vita aumenta ma il lavoro non basta a procurarsi il necessario per vivere”.

Facci qualche esempio. “Il prezzo di un kg di mais è sceso, nell’ultimo anno, da 800 a 200 scellini ugandesi, così pure scende il prezzo del caffè. Il costo di 1 litro di gasolio è invece schizzato a 4.800 scellini e il cambio con l’euro, nello stesso periodo, è passato da 3.000 a 4.200 scellini. I contadini diventano sempre più poveri, anche a causa di una grave malattia che sta colpendo le coltivazioni di manioca. La conseguenza è che molti non riescono a mandare i figli a scuola e non possono permettersi di curarsi in caso di malattie.

A quanto ammonta uno stipendio medio?. “Un insegnante prende dai 400.000 ai 600.000 scellini al mese, un tecnico dai 500.000 ai 700.000 scellini, un medico può arrivare a 1.000.000”

C’è disoccupazione? “Il fenomeno riguarda soprattutto i giovani, che non solo non trovano lavoro, ma non vedono una prospettiva per la loro vita. Molti sono attratti dalle proposte fatte da società che offrono lavoro in Libia, Arabia Saudita, Siria… Sono richiesti muratori, operai, autisti. Queste società pagano il prezzo del viaggio, il cui costo verrà poi detratto dai loro stipendi. Arrivati a destinazione si accorgono, però, che la situazione è assai diversa, che sono sfruttati ed il guadagno basta appena a sopravvivere. Spesso vengono a trovarsi in situazione di vera schiavitù e allora cercano di scappare, spinti dalla disperazione, anche con i “barconi” che attraversano il Mediterraneo”.

La situazione idrica del paese è sempre critica? “In Uganda solo 4 persone su 10 hanno accesso all’acqua potabile. Molte di loro sono costrette a percorrere decine di chilometri per raggiungere fonti accessibili, ma che sono spesso inquinate. Nel nostro distretto, grazie agli oltre 20 pozzi e alle cisterne che sono stati realizzati dal SOS Missionario la situazione è migliorata, ma è necessaria una continua manutenzione per mantenerli efficienti e ci sono tanti altri villaggi che avrebbero bisogno di aiuto”.

Per aiutare i giovani a completare gli studi superiori, abbiamo sponsorizzato il progetto di allevamento di conigli. Come si sta sviluppando? “L’idea nasce dalla necessità di consentire agli studenti che frequentano le scuole superiori di pagare parte delle rette scolastiche. A questi giovani viene consentito di partecipare ad un progetto che prevede l’allevamento e la vendita di conigli. Dopo i primi mesi, realizzate le gabbie ed acquistati i primi conigli, ne sono stati venduti già 300. E’ ancora presto per un bilancio, ma le premesse sono positive”.

Ultima domanda: a che punto sta il progetto della scuola professionale? “Abbiamo preso contatti con le autorità scolastiche locali per definire le modalità di collaborazione ed individuare insieme i corsi da attivare. Abbiamo anche avuto il gradimento del Vescovo, che farà di tutto per farlo partire. Non appena avremo chiarito questi aspetti e sarà definito un protocollo di intesa, passeremo agli aspetti legati alle strutture, alle forniture ed alla sostenibilità economica”.

Ciao Goffredo, buon lavoro. ”Un saluto e un ringraziamento a tutti gli amici del SOS Missionario e a quanti sostengono i nostri progetti”.