È possibile sostituire l’immagine di un mondo esclusivamente brutto e violento a cui siamo costretti quotidianamente dalla comunicazione? Sì perché l’umanità quella “pulita”, etica, responsabile, esiste ancora. È fatta di persone che amano la Terra per viverci bene e attivamente. Persone che avendo cura per le cose, costruiscono progetti di vita e aspettano nel tempo i frutti, credono nella vita dignitosa di tutti i popoli e che dal poco possa nascere il molto, sanno guardare nel piccolo il grande risultato, hanno fiducia in  nuove possibilità nella vita, sempre.
Me ne sono convinta ancora di più sabato 26 Marzo nella sede della Cooperativa Mondo Solidale di Chiaravalle nelle Marche, in cui si è svolto un incontro per conoscere meglio il lavoro che c’è dietro ai prodotti del commercio equo e solidale. Gloria Melendrez della Bolivia ha presentato il suo gruppo artigiano Ceramicas Walter Inka Pach di La Paz, la sua piccola azienda familiare che produce ceramiche smaltate per presepi, decorazioni natalizie e per bomboniere, dal 2014 partner nel circuito del commercio equo attraverso un contatto con Adgentes, associazione di Promozione Sociale di Pavia che distribuisce in Italia i prodotti di 5 gruppi artigiani nel mondo e lì rappresentata da Erica Reganaz, un’attivissima volontaria responsabile della gestione di micro-progetti solidali per il commercio con l’Italia.

Le due amiche con i loro racconti ci hanno coinvolti  nella nascita, nello sviluppo e nella creatività del loro progetto lavorativo e sociale fatto di azioni complesse che sono alla base del commercio alternativo, fondate sulla fiducia reciproca costruita in tempi lunghi e con frequenti contatti affinchè la competenza degli artigiani vada convogliata nel fare gruppo in modo collaborativo: riunioni, verifiche, controllo e certificazione della merce prodotta e poi sostegno ai lavoratori, messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, cura della persona che lavora. In particolare delle donne che contro lo sfruttamento possono invece conquistare dignità e giusta retribuzione.
Progetti in cui l’artigiano diventa protagonista e supervisore del proprio processo produttivo che non lo coinvolge solo economicamente ma come persona con diritti e doveri.
Basta sapere quanto sia importante per questi lavoratori, spesso senza tutela, una carta d’identità perché abbiano supporto e assistenza o anche certificazioni sanitarie per la cura e  la salute delle donne o la “planilla de pago” un documento che elenca i pagamenti dei salari controfirmati dagli stessi artigiani  proprietari della propria forza-lavoro. Con Gloria abbiamo conosciuto l’Ecuador, la sua argilla, i suoi colori, le sue tradizioni, i suoi “omini”di ceramica, con Erica i grandi sogni e l’impegno che nascono ogni volta che semina nuovi percorsi commerciali.
Come ogni artigiano necessariamente acquista valore anche il suo prodotto. Basti pensare alle uova pasquali dell’Ass. Adgentes che in questi giorni anche al Sos Missionario sono esposte sugli scaffali. Oltre alla selezione delle materie prime, è straordinaria la cura con cui è stato scelto il loro confezionamento per ottenere un basso impatto ambientale con materiali ricavati dai fondi del caffè, bioplastiche, sacchetti tessuti di cotone riutilizzabili per l’Arcobaluovo, dove lo scarto diventa nuova risorsa e ogni elemento dell’uovo pasquale, compresa la sorpresa fatta a mano, fa parte di un progetto innovativo di economia circolare. Tutto questo coinvolge e meraviglia per le energie che richiede ma soprattutto per i valori che concretizza. E magari potrà contribuire a fare della nostra Pasqua anche una festa di qualità della vita.